Nineteenth day. L’amore imperfetto.

“Io non rinuncio più a niente.

L’amore però, quello non me lo invento più. 

Mi prendo quello che viene, senza più regole, anche se non so cos’è”

L’amore è imperfetto.
 Almeno al pari di quanto l’anima è intrappolata nel corpo.

Cerchi qui, poi là, e poi ancora da un’altra parte.
Trovi quella persona con cui senti forte il desiderio, fisico e profondo, carnale e tutto interiore di essere un corpo solo. Che mai prima è stato 2.

Fare l’amore diventa lacerante.
Ti infrangi contro la sua pelle che non ti lascia entrare.
Il tuo stesso corpo ti è d’ostacolo.

Cerchi di prendere ciò che non puoi. Perche è altro da te.
Cerchi di dare ciò che non puoi. Perchè è intrappolato dentro di te.
Due non saranno mai uno.

Ecco perché l’amore è imperfetto.

L’amore perfetto non è qui. Non possiamo contenerlo.

Mi sono svegliata queste mattine con un peso sul petto, ho pensato venisse da fuori.
Ho premuto le mani contro il letto come per liberarmi.

Quando poi è semplicemente l’anima. Che chiede attenzione.
 Che anela amore perfetto. E lo farà sempre.
L’anima o come volete chiamarla. Si, insomma, niente di religioso.
 Il nostro “di dentro”.
Quella cosa che si muove tra stomaco e gola.
E’ l’anima che preme, spinge per uscire.

Che poi…vorrei proprio sapere, la mia, dove vorrebbe andare.

Morale:
Accetta di essere il vestito sempre troppo stretto della tua anima.
Accetta che qui c’è solo amore imperfetto.
Godi di quelle notti dagli incastri perfetti. Pelle a pelle, pancia a schiena. Sentire due anime che premono per sfiorarsi anche solo per un istante. Di più non si può.

Pensieri sparsi (un po’ difficili).

“I miei amori sono di tipo randagio”

Alda Merini

Annunci