Dove sei.

Mi cerco.
In un prima che puzza di sicuro.
In un poi che a tratti ha l’aria della disillusione.
Continuo a strattonare una coperta
come un cane arrabbiato.
Con i denti,
con gli occhi arrabbiati.
Per coprirmi.
Per non tremare più.
Per sentirne il peso sul corpo. Semplicemente.

Mi cerco.
In un abbraccio.
In un profumo.
In uno sguardo.
Poi scappo.
Senza casa.
In fondo mi piace.
E vorrei andare più lontano.

Mi cerco.
In immagini nuove che non riesco ad afferrare.
Che mi confondono.
E non so più chi sono.

Dove sei.

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