In una versione apocrifa del famoso espisodio tratto dall’Odissea…

…(Odysseus und die Schweine: Das Unbehagen an der Kultur), Lion Feuchtwanger sostenne che i marinai ammaliati dalla maga Circe trasformati in scrofe trovarono oltremodo soddisfacente la loro nuova condizione e si opposero disperatamente ai tentativi di Ulisse di ridare loro sembianze umane.
Allorchè questi disse loro di aver trovato delle erbe magiche in grado di spezzare l’incantesimo che li imprigionava e che essi sarebbero presto tornati nuovamente uomini, i marinai/scrofe se la dettero a gambe a tutta velocità piantando in asso il loro zelante salvatore. Alla fine questi riuscì a prenderne uno e a strofinargli l’erba magica sul dorso; ed ecco che dal corpo setoloso dell’animale spuntò fuori Elpenoro, un uomo – afferma Feuchtwanger – sotto tutti i punti di vista assolutamente normale. Il “liberato” Elpenoro non fu affatto grato a Ulisse di tale liberazione e attaccò furiosamente il suo “liberatore”:

“E così sei tornato, farabutto, ficcanaso che non sei altro? Vuoi tornare ad affliggerci e tormentarci, desideri ancora esporre i nostri corpi ai pericoli e costringere i nostri cuori a prendere sempre nuove decisioni? com’ero felice; potevo sguazzare nel fango e crogiolarmi al sole; potevo trangugiare e ingozzarmi, grugnire e stridere, ed ero libero da pensieri e dubbi: “Che devo fare, questo o quello?” Perchè sei tornato? Per rigettarmi nell’odiosa vita che conducevo prima?”

“La verità che consente agli uomini di essere liberi è in buona misura una verità che gli uomini preferiscono non sentire…”

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