Vista da fuori.

© PHOTO Agosto 2011

“…l’intento è di esprimerti un affetto che è figlio di quella sintonia emersa a quel tavolo, in quel pomeriggio caldo e ventoso, quando Alda Merini iniziò a parlare anche senza verseggiare. E’ stato quell’attimo, quel libro guardato con diffidenza, ma destinato comunque ad essere finito, quel tatuaggio misterioso al cui solo accenno emergeva sul tuo viso un imbarazzo legato forse alla gelosia per quella frase che non vuoi svelare.
Sono state queste piccole cose a dirmi che non sei solo la “ragazza che gioca a pallone”. Sei molto di più. […] Sei una persona che vive e che non ha paura di sentire il cuore che accelera il suo battito…”

Grazie a chi è capace di attenzione.

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