Sixth day. Distanza.

“Aprirò una finestra sul cielo
con gli occhi puntati
giusto un pò più là dei miei sogni
finiti naufragati”

Oggi ho pensato alla distanza. Correvo. Musica nelle orecchie. Sole caldo in faccia. Mamme che rincorrevano il gioco dei bimbi e il loro riso che in un attimo diventava il mio. Sono attimi di felicità, quelli in cui non hai nulla e gioisci di tutto.

La distanza. 900 km dalle persone che amo di più. Che triplicano quando il mio cuore è vinto dall’orgoglio.

La distanza. Sono ormai 4 anni e 7 mesi che sono via…e lei è sempre lì, ferma. E se la ride di tutto ciò che mi fa perdere.

Eppure oggi correvo. E coprivo delle distanze. Con passo veloce o meno veloce. Con più fatica o meno fatica. Correvo e vincevo le distanze. E la musica dava il ritmo al mio di ridere. Ridermela di tutto. L’ho promesso il 31 dicembre e io….mantengo le promesse, si sa.

La distanza muore se uno ha voglia di correre. Se uno ha voglia di mangiare la strada con i piedi. Se uno ha voglia di arrivare da qualche parte.

Ecco allora che mi importa poco dove sono, perchè sto correndo e non intendo fermarmi. Saranno i miei piedi a decidere. Saranno i tuoi piedi a decidere.

Cazzate….forse.
Io apro una finestra sul cielo.. Chi c’è, c’è.

Annunci