Fourth day. Osare.

Osare.
Sentirsi vivi.
Conoscere la lunghezza del proprio passo e fare quel salto che lo supera.
Solo puntando alla felicità se ne può per pochi attimi gustare il sapore. Per pochi attimi. Dopo c’è la realtà. Quella fatta di si deve e non si deve, di paure e timori, di tempi sbagliati.
Uno vorrei che fosse il tempo, quello della libertà di osare. Osare.
Perché è così difficile capire che è tutto lì. Tutto in un verbo.
Una stupidissima parola e io ho sempre badato troppo alle parole, mi hanno detto. Falso.
Le parole sono schemi.
Abbiamo bisogno delle parole quando il silenzio si svuota della complicità e diventa assenza.

Respiro. Questo è il respiro che voglio abbia la mia vita.
Non vorrei, voglio.
Questo il respiro e il senso di pienezza che voglio trovare.
In me, in quello che faccio, che vivo, in chi amo.

Per trovare l’amore bisogna essere capaci di sognarlo. Di sapere esattamente cosa cerchiamo.
Me l’ha spiegato un’amica che con carta e penna davanti mi ha spiegato il rispetto di sè, il valore di noi stessi e della nostra vita.

Eccomi, a ridisegnare le mie basi.
Solo quando tutto crolla, possiamo ricostruire.
Solo quando ci perdiamo, possiamo ritrovarci.

Eccomi a osare. Come non ho mai fatto prima.
E il cuore batte un po’ più forte.
E sono viva.

Si, è proprio come rinascere una seconda volta.

Buona giornata..

© PHOTO Aprile 2008

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