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E continuo di giorno in giorno a oscillare tra questa voglia di OSARE e quella di SPARIRE.

OSARE…è oltre un anno che lo ripeto, è oltre un anno che non mi fermo, perchè non voglio pensare che la felicità sia in un accontentarsi che non fa vibrare il cuore.

OSARE ed essere felice per il tempo di un respiro…

OSARE perchè è ciò che mi viene meglio.

SPARIRE per non sentire delusione di fronte a chi non comprende quell’amore che ho dentro.

SPARIRE per non dover ricordare le vite che ho vissuto.

SPARIRE per non dover rispondere alle domande che il mondo mi pone come esso stesso mi impone…

MAI. Allora preferisco OSARE, essere svegliata in piena notte dal battito che accelera..sentire un pizzico di paura…e tornare a chiudere gli occhi sulla certezza che questa mia vita mi porterà da qualche parte.

Fantasma.

Se a un fantasma tu provassi a mostrare le TUE mani di carne, proverebbe rabbia e dolore per quella pelle che la sua inconsistenza non potrà mai più toccare. Se a un fantasma tu provassi a mostrare le MIE mani di carne, proverebbe paura di essere colpito da materia viva, amata e amante, calda di sentimenti puliti. Quelli che lui non ha mai provato.
Addio, fantasma.

Olfatto.
La follia di chi ti imprigiona in un odore che non ti appartiene
è pari a quella di chi ti fa odiare il tuo stesso essere da cui non potrai mai più fuggire.

Tatto.
Cagnaccio affamato si avventa senza delicatezza.
Troppo forte per il tuo flebile esistere. Sei ridotta a niente.

Gusto.
Ti abitui a sapori che il non conoscere avrebbe reso la tua stessa vita diversa.

Udito.
Voci intorno vogliono dire chi sei. Senza diritto.
Corri. Premi le mani contro le orecchie e chiedi solo silenzio.

Vista.
Di volto in volto…alla ricerca dei tuoi occhi.
Gli unici che hanno capito davvero.

Stomaco.

Come quando vorresti alzarti dal letto e la morsa sotto il seno ti toglie il respiro. Sei tesa, stanca, e su quel cuscino stringi gli occhi a ogni colpo, come un martello che batte sul chiodo, per mani e piedi in croce. Non riesco a toglierti da quel letto che in un attimo diventa il letto di altri tempi, di altra gente, di altra rabbia. E lo stomaco fa male a me. No, su quel letto ora devi solo giocare, sorridere, amare! Ti prendo in braccio. Ti cullo. E la morsa si allenta..

Un amore felice. E’ normale?
E’ serio? E’ utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?
[...]
Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.
Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

ANCORA TU.

Ancora tu
torni di notte
e mi schiacci col peso dei miei silenzi

E’ vergogna che ti fa tacere
o stupida incapacità
o immotivato star ferma.

…come quando in questa frase la parte meno chiara ai più è il verbo ama. Sul “fa’ ciò che vuoi”, invece, nessuno ha dubbi.

AMA.